
venerdì 30 novembre 2007
L'abbuffata.

giovedì 29 novembre 2007
Mina.

http://it.youtube.com/watch?v=kQEANyj6I5E
Sogno.

Entravo in metro, era allagata da 15 centimetri di acqua limpidissima. Invece di entrare e bagnarmi, scivolo sull’acqua e la cosa è divertentissima. Ho provato la stessa sensazione infantile di quando, mio cugino ed io, andavamo su per la collina di nonno e poi iniziavamo a correre in discesa. Sembrava di perdere il controllo delle gambe. Brivido e risate infinite. L’infanzia è assolutamente una magia.
mercoledì 28 novembre 2007
Dedicato e te.

Questo post è dedicato al mio ex, ultimo della serie, ma non ultimo se si parla di vincitori. Infatti il caro Prudi ha vinto, o forse mi sembra sia arrivato secondo (vabbè conta partecipare!!) il torneo di poker portando altissimo il vessillo della Riviera delle Palme. L'ho amato perché è un eroe, scanzonato, vip e sempre contento. Bravo!! Bravo!!!
Avrei evitato la foto sul Corriere Adriatico per lo sconcerto dei concittadini, ma lui vive di traguardi e, questo, degnamente raggiunto, lo rende pieno di gioia.
Forza Prudi!!! Magari se hai vinto soldini, comprami il regalo di laurea che hai sempre dimenticato di farmi!!! Ops!! Pubblico una bellissima foto nelle quale è ritratto ai Bagni Andrea col su amico internazionale. Spero non mi citi in giudizio per i diritti d'immagine e che si faccia una bella risata!!!
Ti voglio bene!!
Tosca, hai fatto una stronzata!!

martedì 27 novembre 2007
lunedì 26 novembre 2007
Party pics.

L’etnologo Marc Augé, guardando le foto degli spagnoli di icanteachyouhowtodoit avrebbe la conferma della sua tesi che, durante eventi come feste e vacanze. la gente tende mostrare (attraverso le testimonianze di tali eventi, ovvero foto, video e racconti orali tipo “non sai cosa ti sei perso ieri sera!”) di star divertendosi molto di più di quanto si diverte in realtà.
Indigestioni affettive ed affettive.

Ho fatto l’emancipata. Volevo chiamarlo e farmi venire a prendere alla fermata ed invece ho preso la metro sola soletta. E’ meglio così. La solitudine è come un mal di pancia fastidioso, nessuno lo desidera. Eppure stavolta, tutto ha a che fare con la mia coscienza e la solitudine è l’opportunità più onesta. E’ severa, troppo, la mia coscienza. Ma stavolta la ascolto totalmente, prima che la situazione mi sfugga di mano come sempre. Sono irrequieta, stasera. Non riesco a stare ferma. Come se dovessi portare a termine qualcosa. Ma cosa?
sabato 24 novembre 2007
Probabilmente il più bello.
venerdì 23 novembre 2007
Diari e aria di riforme.

Silvio Berlusconi e i cambi stagione.

mercoledì 21 novembre 2007
Furiosa è dire poco!!!!

lunedì 19 novembre 2007
Oceano Mare.

[Oceano Mare_ Alessandro Baricco]
Little miss sunshine.

Stridente l’atmosfera americana, tutto troppo americano, ma meritevole il ritratto delle nevrosi e delle contraddizioni, che questa cultura porta con sé: il padre con il pallino di sfondare, lo zio depresso omosessuale, il fratello adolescente in crisi, il nonno veterano, la madre stanca e la protagonista, una bambina bruttina, che a tutti i costi dovrebbe diventare reginetta di bellezza della California. Un altro merito è, forse, l’indagare profondamente alcuni luoghi comuni americani, senza essere banale, ma non lo rivedrei.
giovedì 15 novembre 2007
mercoledì 14 novembre 2007

martedì 13 novembre 2007
Chi ha davvero ucciso Gabriele?

Risponde Oceano Mare.

Primedonne all'Opera.

Anche stavolta Miss Valery mi coinvolge all'ultimo minuto in gesta paradossali e divertentissime. Ieri dopo mille imprese eroiche, per spostare biglietti e controbiglietti di ritorno da SanBeach, sono tornata nella mia amata città. Balduina è messa a ferro e fuoco (come si scriveva nelle versioni di latino), ma questo è un altro argomento.
Insomma corro, mi insapono i capelli in 3 nano secondi, niente crema per il corpo che dopo 5 minuti senti già affiorare la disidratazione, trucco veloce e impressionstico, profumo più che si può e vestito lungo delle grandi occasioni (a dire il vero poche....ma buone). E come in ogni grande occasione che si rispetti, la fretta t'insegue e il vestito non si chiude!! Le zip sono come gli uomini, quando servono battono in ritirata.
Dopo aver percorso il campo minato delle mitiche e deliziose ZTL (zone a traffico limitato) e che Santa Cecilia protettrice della musica ci protegga, che forse qualche varco l'abbiamo beccato; arriviamo nel bellissimo teatro dell'Opera. Impalcature e colonne stile fascio, tappeti rossi, divanetti divini, gessetti in omaggio, freddo, signorine per biglietti, controllori o steward, che dir si voglia, e poi ancora signorine, signorine e signorine...ma nessuna capisce dov'è il nostro posto. Arrivate un po' in ritardo effettivamente!!!!
Bizzarra presentatrice stile Fracci che non fa che inchinarsi, Landa ride e mi distrae. Fantastico Giovanni Allevi, bravo, bravo e ancora bravo. Imbarazzato, voce bambino ma incredibilmente geniale.
Applausi, applausi...ci prendiamo un caffè ...un saluto agli amici...che freddo fuori con i vestitini da gran sera. Che fatica essere delle primedonne!!!!!!!!!!!!!
giovedì 8 novembre 2007
Like a virgin.

Rialto Sant’Ambrogio è una ex scuola, in un delizioso palazzetto fine Ottocento, immerso nello splendore del Ghetto. Parentesi architettonica a parte, è un posto davvero alternativo. Insomma no tavoli e tavolinetti, no priveè, no champagne, no consumazione obbligatoria, no jeans firmati, no fighette con le borsette di Gucci.
Entriamo dopo una fila bestiale e ci rifacciamo cotanta fila bestiale al guardaroba….quattro chiacchiere con gli amici…e si aprono le danze.
Mi si avvicina un tizio, neanche brutto…discreto..very alternative…original rasta.
-Ciao, come ti chiami??
-Monica, tu?
-Claudio. Piacere. Ti ho vista prima in fila. Sei col tuo ragazzo??
-No, sono con un amico.
Mi giro mi sposto verso la porta (dove c’è più luce) e lo guardo bene. E poi (lampadina di Archimede Pitagorico):
-Ma quanti anni hai??? 20???!! (Il “venti” aveva un suono veramente ironico, mi aspettavo un – Quale venti ho trent'anni, tesoro!!!!).
E lui – Sei una maga! Tra poco ne compio 21!!!!!!
AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!AHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!
Ho rimorchiato un ventenne, uno che c’ha quanto mio fratello!! Quando ho preso la patente lui andava alle medie. Mi è preso il panico e l’ho mollato su due piedi. Sono vecchia!!!!! Cavolo, sono vecchia!!!!!! Cavolo, alla mia età mia madre era già madre!!!! Ed io?? Ancora vado a Rialto!!!!
mercoledì 7 novembre 2007
Mattia.

martedì 6 novembre 2007
Se tornasse Hitler, gli organizzerebbero le primarie!!!

Vivo nella città probabilmente più multietnica di questo Paese: Roma.
Roma è la città del Papa e del Cristianesimo, e tutti se lo sono scordato, ma Cristo ci aveva detto, o forse chiesto, di essere tutti fratelli. Roba vecchia! Ormai in chiesa sembrano andarci solo le vecchiette per passare il tempo e chi ancora prova gusto a sfoggiare i vestiti della domenica. I pellegrini affollano piazza S.Pietro, ascoltano l’Angelus, si commuovono, fanno le foto con le macchinette digitali nuove di pacca, poi a pochi centimetri vedono i barboni e provano pena e schifo.
L’Italia è il Paese tollerante e garantista per eccellenza. C’è sempre tempo per condannare e per punire. Ma le regole, al di là di punire i colpevoli, servono a tutelare la libertà e i diritti civili.
Se non ci sono regole non si può pretendere che le persone si auto regolamentino, altrimenti perché dovrei pagare delle tasse??
Si corre ai ripari solo dopo che è accaduto l’irreparabile, come se l’unica strada possibile fosse una politica della riduzione del danno.
Ma i cari parlamentari europei, che probabilmente non guadagnano 800 euro coi co.co.pro., che cazzo hanno pensato quando hanno accettato l’ingresso della Romania in Europa??? -BeH! cari rumeni siete nati in un Paese povero, cazzi vostri, rimanete lì e rendetevi conto che sono pur sempre cazzi vostri.-
Siamo così sicuri di poter puntare il dito con la coscienza pulita?? Siamo sicuri di essere tanto stimati in Europa in quanti Italiani?? Siamo così pronti a scagliare le pietre contro tutti??
Il razzismo e gli stereotipi sono figli della cultura dell’ignoranza, che dilaga in questo Paese e che questa politica rinforza ed alimenta.
Roma, più che una città multietnica, sta diventando una città xenofoba e intollerante. Se è bastato così poco a creare un clima da Gestapo evidentemente la rabbia e il disagio dei cittadini di Roma cresceva da tempo.
L’altro giorno la mia padrona di casa, che dalla finestra vede passare Ratzinger e c’ha i Vangeli rilegati con le scritte oro, non ha voluto affittare la stanza ad una ragazza rumena che veniva in Italia per studiare.
Siamo così sicuri di essere meglio dei Rumeni???
A Madrid, poiché Italiana erano diffidenti ad affittarmi una stanza. Per la prima volta ho provato la diseguaglianza sulla mia pelle. Vivo in questa città da 6 anni. Nella mia vita ricordo di essere stata insultata da un tossico da bambina, mentre tornavo dalla Scuola di danza (italiano), derubata dalla mia migliore amica (italiana), rincorsa da un maniaco seminudo (italiano) ed adesso che ci penso in discoteca mi tornano alla memoria un paio d' idioti fatti che mi hanno importunata (italiani) ed uno che mi ha ficcato addirittura la manaccia sotto la minigonna (italianissimo). Pronti i decreti di espulsione????
E’ facile guardare quello che sta accadendo, dal calduccio del proprio divano. Siamo così sicuri di appartenere ancora ad un paese “ricco”??? Oggi, per la stragrande maggioranza dei giovani, avere una vita dignitosa e comprarsi una casa è possibile, solo grazie all’aiuto dei genitori. E i nostri figli??? I milleueristi potranno garantire il benessere per i propri figli??? E se un giorno non troppo lontano fossimo costretti ad emigare?? E se fossimo noi, un giorno, i nuovi Rumeni??
venerdì 2 novembre 2007
Azzurra celeste nostalgia.

Una nostalgia dolce e sottile mi attraversa. Una nostalgia, che sa d’inverno inarrestabile.
Come sono pigra!! Quanto mi piace poltrire nel lettone della mattina, inzuppare le fette nel latte bollente con calma flemmatica e non avere mai fretta!!! Nemica fretta bastarda, che consumi l’orologio a forza di guardarlo, che odi i mezzi di Roma e che divori il tempo, mangiona. Ci vuole coraggio e pazienza ad affrontare quanto sta cambiando. Stringo i denti e so che un giorno raccoglierò, sempre con umiltà e senza aspettarmi niente, che poi le cose, quando vengono senza che te le aspetti, è meraviglioso.
Ma, in tutto questo, sembra che non abbia neanche il tempo per amare qualcuno. Questa è la stronzata che, ogni giorno, mi dico. Bugie di una tirchia di affetti.
E’ che ogni volta, amo totalmente e senza difese. Mi butto senza rete, come un equilibrista pazzo. Amo, fino a diventare chi amo.
Diceva un certo Signor Hegel, non può esserci tesi, senza anti-tesi. La vita è sintesi degli opposti. Il bianco e il nero. Il bene e il male. Il diavolo e “l’acqua santa”. Se non ci fosse l’uno, non capiremmo l’esistenza dell’altro. E forse, nella dialettica, c’entra anche l’amore.
La fusione totale e l’annullamento dei poli opposti, portano alla distruzione. L’amore e l’odio iniziano a diventare la stessa cosa, si confondono, si mischiano e si uccidono.
Eppure l’amore è ciò che rende densa quest’esistenza, un peso specifico straordinario. Come diceva Sant’Agostino: "Amor meus, pondus meum" (spero di non aver sbagliato). L’amore è un peso, intorno al quale gravita il senso dell’esserci.
Un peso “pesante”, un fuoco essenziale che però può bruciarti.
Ho bisogno di soffrire in pace, senza dare spiegazioni a nessuno. Ho bisogno di capire quanto ancora vale la pena buttarsi e fare salti mortali. Sto lentamente risalendo, anche se il vuoto mi fa un po’ paura. I miei tempi sono lunghi e insopportabili.
Il mio cuore sta diventando il lacchè della mia mente, perché per troppo tempo mi ha spinto a malfare, sbagliare, accettare ed ora è in punizione. Lo so che indefesso continua a fallire, è un cretino assiduo.
Ascolto Stevie Wonder in continuazione, come a cercare un buonumore posticcio e annego il mio umore tra le note. Instabile ed umorale. Stati d’animo liquidi si muovono, nuotano lente emozioni vane e affogano ansie dispettose. E’ un giradischi l‘esistenza, gira su sé stessa; pensieri volanti come stupide ballate.
Francis Ford Coppola e il suo incontro con le metaossiamftamine.

Le metaossiamfetamine sono un ampio gruppo di sostanze con effetti psicoattivi, note a chi, come me, ha sostenuto l’esame di tossicodipendenze e a chi se le compra in discoteca (o forse anche in parrocchia) generalmente sotto il nome di ectasy.
Sono andata a vedere “Un’altra giovinezza” del mito vivente Francis Ford Coppola. La visione è molto vicina agli effetti psicotropi del’MDMA (ecstasy appunto).
La storia è ambientata nella Romania di fine Ottocento. Studioso di lingue che sgobba sui libri e morosa che lo molla, perché non si sente amata. Fin qui tutto ordinario. La vicenda, supportata da una geniale fotografia, convince fino al punto clou: il protagonista viene letteralmente fulminato. Passeggia mogio mogio sotto la neve e….zanghete…un fulmine lo tramortisce. Da qui inizia l’incertezza.
HIC SUNT LEONES.
Il punto è che, invece di risvegliarsi, quanto meno stordito, ringiovanisce di trent’anni!!! Di qui la trama, dal paradossale, passa al confuso e diviene delirio.
L’intrigo si dipana attorno ad una sequela ai limiti dell’allucinogeno: morti che tornano, doppi copiati (e direi scopiazzati) dal povero Otto Rank, rose di Zorro, Mata Hari improbabili, nazismo, delirio mistico, genocidi, esperimenti genetici, spionaggio e controspionaggio, rimandi al Faust di Goethe ed ancora metempsicosi, reincarnazione, sanscrito, bomba atomica, “eravamo 4 amici al bar” e, incredibile ma vero, pistole che si muovono con la forza del pensiero (effetti paranormali).
I paesaggi e le ambientazioni sono davvero incantevoli, ma dico - caro Coppola- mica siamo sul canale National Geografic!!!!
In breve, anche con molto impegno e forte spirito interpretativo, lo spettatore ad un certo punto si annoia a morte e si perde. E’ come se il Coppola, in tutto questo tempo, avesse studiato molto, subito vari influssi e visto posti stupendi. Lodevole l’intento di farci partecipi di tutto questo, ma la carne al fuoco è troppa e l’indigestione è assicurata.
Insomma, delusa dal presunto mito e irritata dal tizio che davanti a me non faceva che: -Scccccccc!!-, non consiglierei a nessuno questa sbobba. Un vero capolavoro, al di là di tutto, non dovrebbe mai farti cercare l’orologio nel buio della saletta.